Da cosa è composto il tasso di un mutuo? Tutte le spiegazioni

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Quando dobbiamo fare fronte ad una spesa economica abbastanza ingente, di solito non possediamo già il denaro sufficiente per far fronte a questa spesa. Ecco perché oggi molte persone richiedono dei prestiti e dei mutui, essenziali per far fronte a queste spese, spesso anche impreviste.

Alcune tra le tipologie di finanziamenti oggi più richieste e popolari sono rappresentate dai prestiti e dai mutui. In questo articolo parleremo di alcuni tra gli elementi costitutivi del mutuo più interessanti da valutare. Stiamo parlando quindi dei tassi di interesse, che possono essere di diverse tipologie in base alla soluzione di mutuo per la quale si opta. Continua a leggere per saperne di più.

Mutui: info utili

Grazie alle operazioni di credito, oggi un istituto di credito o una banca è in grado di erogare una certa somma di denaro per un periodo di tempo determinato ad un altro soggetto, definito debitore. Il soggetto ha naturalmente l’impegno di restituire il denaro ricevuto in prestito ad una scadenza stabilita, seguendo un piano di ammortamento ben preciso. Questo piano di ammortamento di solito viene stabilito insieme tra il creditore e il debitore durante la stipula e l’accettazione del contratto che stabilisce la concessione del mutuo.

Il mutuo è un tipo di finanziamento a medio-lungo termine. Per ottenerlo spesso deve essere stabilita un’ipoteca su un immobile. Questo può fare quindi da garanzia per la restituzione della somma richiesta in prestito e ottenuta. Questa tipologia di mutuo viene definita per l’appunto mutuo ipotecario. Alcuni tra gli elementi essenziali del mutuo riguardano il capitale finanziario, ovvero la somma di denaro che viene erogata in prestito. Altri elementi sono rappresentati dal tempo di durata del finanziamento e dal piano di ammortamento del rimborso.

Infine, troviamo il tasso di interesse percentuale. Si tratta in buona sostanza dell’interesse che viene maturato in un anno su un capitale che può essere più o meno elevato a seconda delle soluzioni di finanziamento.

Quali interessi sono applicati ai mutui?

La concessione di un mutuo da parte di una banca o di un istituto di credito implica naturalmente una spesa che deve affrontare la banca inizialmente. Questa spesa verrà addebitata direttamente sul richiedente del prestito. Il debitore infatti, oltre a rimborsare tutto il capitale ricevuto in prestito, spesso attraverso delle rate mensili, dovrà corrispondere all’istituto di credito anche una certa somma di denaro a titolo di interesse. L’interesse indica il compenso che spetta all’istituto di credito per aver permesso l’erogazione del denaro dato in prestito.

L’interesse ha una proporzione diretta con l’ammontare del capitale concesso, oltre che anche con il tasso percentuale e con il tempo di disponibilità del denaro. Se il piano di ammortamento di un mutuo prevede dei tempi lunghi, allora anche gli interessi saranno più elevati. Allo stesso tempo, più risulta elevata la somma di denaro concessa e richiesta in prestito, più naturalmente i tassi di interesse applicati sul mutuo richiesto saranno più elevati. L’interesse può essere di due tipologie, ovvero semplice o composto.

L’interesse semplice è quello che viene calcolato sul capitale iniziale da versare. Al contrario, un interesse composto viene sommato al capitale iniziale che lo ha prodotto. In questo modo, diventa quindi fruttifero nel periodo successivo alla concessione del prestito. In questi casi, si parla quindi di frequenza di capitalizzazione che indica il numero di volte in cui vengono capitalizzati gli interessi nell’arco di un anno.

Tassi di un mutuo: Tan

I tassi di interesse applicati sui mutui più oggi più conosciuti sono il Tan e il Taeg. Il Tan è il tasso annuo nominale, ovvero il tasso di interesse puro. È un tasso che viene calcolato in percentuale su base annua. Questo tasso viene applicato direttamente sul capitale di denaro erogato al beneficiario del mutuo. Il tasso di solito viene determinato in modo fisso o variabile. Questo tasso permette di versare una rata di rimborso del prestito che è costante per tutta la durata del mutuo.

Il tasso fisso viene calcolato infatti in base allo spread e anche in base al parametro di riferimento del mercato, che viene stimato al momento della stipula del contratto. Questo significa che con il tasso fisso siamo costretti a pagare una rata mensile che sarà uguale per tutto l’arco di durata del mutuo. Al contrario, il tasso di interesse variabile è un tasso che rende possibile delle variazioni lungo la durata del mutuo.

Queste variazioni sono dovute in particolare alle oscillazioni nel tempo del mercato finanziario. Queste variazioni possono essere determinate dall’andamento di alcuni indici finanziari di riferimento e in particolare dall’Euribor. In base quindi all’andamento del mercato finanziario e di questi indici finanziari, l’importo della rata mensile potrò aumentare o diminuire in modo periodico.

Cos’è il Taeg?

Anche il Taeg è un altro tasso di interesse particolarmente noto per la concessione di prestiti e mutui. Il Taeg indica il tasso annuo effettivo globale. Si tratta di un indice anche questo espresso in termini percentuali che indica il prezzo complessivo del mutuo annualmente.

Il Taeg rappresenta in buona sostanza il costo totale del credito, che comprende tutte le altre spese che sono legate al credito. In particolare, nel Taeg sono incluse ad esempio anche tutte le spese di riscossione e di incasso delle rate mensili. Sono incluse anche le spese assicurative e di garanzia, oltre che le imposte del creditore. Nel Taeg sono incluse spesso anche le spese di istruttoria e di apertura della pratica di concessione del mutuo. Ci possono essere anche i costi dell’attività di mediazione che potrebbe essere svolta da un terzo. Ogni altra tipologia di spesa è collegata alla richiesta e all’ottenimento del finanziamento.

Costi accessori e altre spese

Aldilà dei tassi di interesse, ci sono anche altri aspetti che possono incidere sul costo totale di concessione di un mutuo. Ci possono essere ad esempio dei costi accessori previsti per la corretta gestione del finanziamento. Tra queste spese ci possono essere ad esempio le spese di istruttoria oppure quelle di incassi di gestione della rata mensile. Le spese istruttorie sono quelle spese che includono tutti i costi che vengono sostenuti dalla banca o dell’istituto di credito per effettuare tutti i controlli relativi alla situazione creditizia del richiedente. Sono delle spese che includono anche quelle previste ad esempio per l’apertura e per tutta la gestione della pratica.

Le spese di incasso invece possono variare in base al tipo di finanziamento richiesto e ottenuto. Ci possono essere poi anche delle spese notarili che riguardano i contributi che devono essere versati al notaio oppure anche le imposte di Stato per permettere la stipulazione del contratto di prestito.

Ci sono anche dei costi relativi alle assicurazioni che possono fungere da garanzia per il rimborso del mutuo. Se si tratta di mutuo ipotecario, oltre alle spese notarili possono essere richieste anche delle spese di perizia. Queste sono utili per la verifica del valore dell’immobile, oppure delle spese assicurative o delle spese di imposta sostitutiva sul contratto.

Si può ottenere una riduzione del tasso?

Sono molte le persone che si chiedono se, dopo aver stipulato il contratto di concessione del mutuo, hanno la possibilità di ottenere una riduzione del tasso applicato al mutuo stesso. C’è da dire che il tasso del mutuo è direttamente collegato alla rata del mutuo stesso che si richiede. Spesso chi sceglie di ottenere e di ricevere un mutuo con un tasso di interesse fisso, lo potrà cambiare in corsa con un tasso di interesse variabile e viceversa. Tuttavia, nonostante il tasso non possa essere cambiato, ci possono essere dei cambiamenti possibili per quanto riguarda la riduzione della rata del mutuo.

Cos’è la rinegoziazione del tasso?

Ci sono alcune strade percorribili da questo punto di vista. Ad esempio, il richiedente e il beneficiario del prestito del mutuo può chiedere direttamente alla propria banca la rinegoziazione di alcune delle condizioni contrattuali del mutuo. Ad esempio, in alcuni casi può ottenere un passaggio dal tasso variabile al tasso fisso e viceversa. Può avere la possibilità anche di modificare il livello del tasso di interesse applicato, oppure anche la durata del mutuo. In questo caso, ci può essere quindi un allungamento oppure una riduzione delle tempistiche di rimborso del mutuo. Potrai anche decidere di chiedere ad esempio una riduzione dello spread del mutuo.

Di solito, queste operazioni di rinegoziazione non implicano alcuna spesa da parte del cliente. Tuttavia, c’è da dire che alcune banche potrebbero optare per alcune soluzioni. Alcune banche ad esempio potrebbero permettere questa rinegoziazione solo dietro una spesa da parte del richiedente. In altri casi, la banca non ha certamente l’obbligo di concedere questo cambiamento di negoziazione.

Cosa sono la surroga e la sostituzione del tasso?

Se la rinegoziazione non dovesse essere possibile, allora il mutuatario potrebbe richiedere la surroga oppure la sostituzione. La surroga consiste nel trasferimento del finanziamento da un istituto bancario ad un altro con lo scopo di ottenere delle condizioni più vantaggiose per il richiedente. La sostituzione invece permette di chiedere la stipula di un nuovo mutuo con una banca diversa da quella iniziale.